questa è una città e la sua campagna elettorale. Atipica e costruttiva.
questa è una città, la lista formata da 46 candidati sindaci alle amministrative di Milano (dei quali casualmente nessuno proviene dalla carriera politica) apre la campagna elettorale attuando il suo programma articolato in oltre 120 punti. Si chiama “Le cose da fare”, tutte strettamente collegate tra loro, e nasce da una visione olistica della città e delle tematiche che si sviluppano al suo interno.
questa è una città, la lista di persone che si riconoscono in una diversa visione di tutta la città, che vuole e può cambiare la città, che crede che Milano non debba essere l’arena di scontro tra tifoserie di destra e sinistra e che la conduzione della città debba stagliarsi al di sopra delle beghe di una politica centrale e accentratrice che ha ormai perso la fiducia dei cittadini; la lista che corre per vincere, ossia per avviare una svolta e mettere in atto il programma in cui crede e non per assicurarsi un consigliere a Palazzo Marino, la lista che rifiuta classificazioni di candidati di serie A e B e si sente a tutti gli effetti abilitata e in grado di governare; questa lista atipica che parte da basso, che non rappresenta lobby o corporazioni, che si forma all’interno di un gruppo attivo a Milano da 11 anni*, avvia la sua campagna elettorale operando - come se fosse già un insieme di sindaci - là dove è necessario e nel modo che rappresenta il cambiamento.
Incontrarsi, affrontare i problemi, discuterne e cercare di risolverli. Le priorità sono date dai cittadini, le soluzioni vanno cercate insieme; nell’idea di questa è una città a Milano, come in qualsiasi altro luogo, non possono esserci sacche di marginalità o di emarginazione, né poveri, né persone che stanno male, qualunque ne sia il motivo: il problema non è il costo, ma come provvedere; non è quanto, ma come; la città non è una macchina, ma una comunità che vive.
Utopia, visionarietà, anomalia politica, pragmatismo; ma anche uno sguardo nuovo, un cambio di prospettiva. questa è una città rifiuta la logica delle lamentazioni sterili, rivendica l’autodeterminazione e la forza contrattuale dei cittadini attraverso la partecipazione. E indica la strada del fare e rischiare, perché tutto è sempre e ancora possibile.
* il gruppo esterni si occupa e continuerà ad occuparsi di Milano, delle persone che vi abitano e che vi sostano, della socializzazione, dello spazio pubblico e delle periferie, per renderla una città migliore, aperta e vivibile. Idee e progetti su www.esterni.org
I punti del programma da realizzare dal 9 al 14 maggio 2006
9-10 maggio – Parchi/ambiente/arredo urbano - La campagna si apre sotto il segno dell’utilità con un’azione che restituisce ai cittadini un luogo invisibile trasformato in una piccola foresta. In angolo della città sotto gli occhi di tutti ma inaccessibile, un campo abbandonato all’angolo tra via Sturzo e via M. Gioia, martedì verranno piantati 30 alberi, verranno installati elementi di arredo urbano, panchine circolari e strisce pedonali di attraversamento per restituire questo angolo di città a tutti. Mercoledì la foresta urbana sarà pronta e godibile, un vuoto urbano sarà colmato e restituito a tutta la città.
11-12 maggio - Luoghi pubblici/si può/riqualificazione zone dimenticate - sono i temi che verranno affrontati tra giovedì e venerdì all’Arco della Pace quando il casello del dazio, abbandonato da oltre 10 anni e così a lungo sottratto ai cittadini, verrà rimesso in ordine per essere vissuto come spazio pubblico. Per la sistemazione si prevede il contributo di talenti e maestranze della città: urbanisti, architetti esperti di ricostruzione conservativa, storici dell’arte e cittadini tutti.
Venerdì 12 - Multireligiosità/apertura/accoglienza - i candidati sindaci, unitamente ai sacerdoti cattolici, ai rappresentanti della comunità ebraica e di altre religioni presenti a Milano, bloccheranno temporaneamente il traffico in viale Jenner, in segno di rispetto dei musulmani in preghiera, una delle comunità cittadine meno protette. Seguirà un incontro al parco tra i cittadini e i rappresentati delle varie religioni intervenuti in questo momento di raccoglimento e condivisione.
Sabato 13 - Aiuti ai giovani genitori/bambini/piazze/sicurezza - all’Arco della Pace il casello del dazio rimesso a nuovo diventa un luogo restituito alla comunità che, con il concorso dei cittadini, torna a vivere e diventa spazio multifunzionale. Nel pomeriggio, dedicato a genitori e bambini, è luogo di scambio, mercatino di oggetti (carrozzine, vestiti e giochi) asilo, punto d’incontro con tavole rotonde dove si potranno formare associazioni spontanee per andare incontro alle esigenze dei genitori e dei bambini. La sera diventa una piazza in festa con raduno popolare e musica.
Domenica 14 – Partecipazione/piazze/le cose che mancano - si apre il cahier de doléance, avvenimento collettivo tra l’ascolto pubblico e il referendum popolare, per dare voce ai cittadini, registrare le loro richieste e bisogni, progettare insieme le cose da fare. Sono previsti interventi di personaggi di spicco della vita e della cultura milanese.
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