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Le cose da fare

Siamo stati a lungo di fronte a un bivio: continuare per altri anni ad interrogarci, inventare soluzioni, ascoltare i punti di vista e i problemi di tutti, ampliare questo elenco programmatico a dismisura; oppure rendere pubblica una sorta di versione preliminare, senza preoccuparci troppo delle inevitabili mancanze, senza pretesa di esaustività, evitando di dichiararla chiusa, completa, definitiva o perfetta. Abbiamo optato per questa seconda scelta nella consapevolezza che sia impossibile racchiudere in un programma tutti i problemi e i mali del mondo o di una città, e anche nella convinzione che sia più importante far comprendere il nostro approccio alle problematiche e il nostro sguardo diverso alle soluzioni così da proporci ora agli elettori, piuttosto che stilare elenchi di problemi e progetti in attesa di una completezza irraggiungibile.
Questo programma è dunque aperto, spalancato, detto male si direbbe in progress, in attesa di aggiunte, precisazioni, aggiornamenti, questioni nuove che magari ancora non si conoscono. Ed è bene che sia così, perché la città la si gestisce giorno per giorno, perché non mi fiderei di chi pensa di sapere già tutto, perché la collaborazione, lo scambio di visioni e l’invenzione di soluzioni non hanno limiti.
Questi sono i nostri progetti, le nostre idee, le nostre suggestioni; queste sono le nostre proposte per cambiare sguardo, riconoscere che un cambiamento è possibile, mutare la nostra convivenza di tutti i giorni.
Si potevano dividere in capitoli, in aree di interesse, in titoli rubati alla politica di oggi (come: infanzia, terza età, demanio, commercio, e via discorrendo) ma più l’abbiamo fatto e più ci siamo resi conto che non è così che intendiamo la città, la gestione di essa, la comunicazione del suo cambiamento. L’estensione dell’orario dei mezzi pubblici è un argomento che si può ovviamente collocare sotto il macrotema “trasporto”, ma non è forse anche una miglioria per gli anziani, per i giovani, per i disabili? Il rendere vive certe zone anche di notte non ha a che fare in modo stretto con la sicurezza? Un certo modo di gestire le gare, gli appalti e i lavori pubblici non è forse più una questione di cultura che non di organizzazione?
E allora, se chiediamo e auspichiamo un cambiamento, iniziamo a cambiare noi: tutti i progetti sono per tutti, non c’è la possibilità di andare a cercarsi le due cosine che proponiamo “solo” e “apposta” per chi legge ora. Sappiamo che questo faciliterebbe la lettura ma preferiamo correre il rischio per amore di coerenza. Non la miglioriamo a settori questa città, la miglioriamo tutti e tutta assieme.
La consultazione di questo scritto la facilitiamo dando alcuni semplici consigli: si può leggere a caso, non c’è da seguire un ordine, non c’è da leggerlo per forza tutto, non c’è una gerarchia.
Un’ultima cosa va ricordata durante la lettura: SI PUÒ! Tutto quello che segue è possibile e realizzabile, non ha costi irraggiungibili, non è uno scherzo.

Milano non è più una città, è un pezzo di terra con su delle costruzioni, è un pezzo di mondo abitato da persone singole che non hanno relazioni fra loro, è un brutto contenitore di storie difficili.

per noi, invece
questa | è una città
Leggi il programma
nel senso che da città va trattata e che città deve tornare ad essere.


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