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Psicosi urbane
Troppo spesso si fa ancora finta di niente, si finge di ignorare che la bassa qualità della vita cittadina è causa di molte depressioni, nevrosi, disturbi d’ogni tipo, psicosi. Il Comune ha il dovere di interessarsene, di capire quali sono le cause dirette e i rimedi possibili, di individuare quali sono gli aiuti specifici per questi cittadini che può organizzare in prima persona; forse il Comune ha addirittura il dovere di provare a convincere queste persone ad uscire allo scoperto ed ammettere il proprio malessere, perché questi comportamenti non sono da accettare passivamente. Non ci si deve rassegnare al quotidiano nervosismo violento in mezzo al traffico o all'isteria casalinga serale o all'isolamento dentro al proprio appartamento. E non si può negare o fingere di non sapere che tutto ciò è indissolubilmente legato a come vivo e a come sto in questa città.


Finanza etica
Si inizia dicendo che il Comune avrà rapporti economici solo con le cosiddette banche “non armate”, cioè che non finanziano operazioni in armamenti. Così, prima di convincere i cittadini a scoprire, sostenere e favorire la finanza etica, ci si mette in gioco in prima persona. La finanza etica è un tentativo di riagganciare l’uso del denaro alla realtà, aggirare l’alienazione dell’economia immateriale e riportare le relazioni sociali al centro dello scambio. Essa è una reale alternativa all'idea tradizionale di finanza, senza per questo rifiutarne i meccanismi essenziali. La finanza etica pone come suo punto di riferimento la persona e non il capitale, l'idea e non il patrimonio, la giusta remunerazione dell'investimento e non la speculazione. L’obiettivo ambizioso è quello di cambiare radicalmente il sistema bancario, garantendo credito ai soggetti che hanno un progetto economicamente sostenibile e socialmente importante, ma che gli istituti finanziari tradizionali considerano non degni di fiducia perchè privi di garanzie patrimoniali. Insomma, un progetto perfettamente in linea con il nostro e che quindi ci impegniamo a favorire, consapevoli che stiamo parlando della capitale economica d’Italia.


Fontane
L’idea è questa: mettere fontane ovunque si possa; perché non sono molto costose, perché si può riattivare quelle già esistenti, perché ne esistono di semplici e di facile montaggio, perché possono essere provvisorie. Ma soprattutto perché: l’acqua che scorre abbassa il tasso di polveri nocive nell’aria, assorbe l’inquinamento acustico, le fontane sono bellissime da vedere e ascoltare e danno un senso di pace, a Milano la falda acquifera è parecchio alta e noi useremmo quell’acqua lì. Qualcuno ha qualcosa in contrario oppure vi state chiedendo come mai non ci ha pensato qualcun altro prima di noi? Le fontane sarebbero l’inizio, perché poi si può pensare a riaprire alcuni canali, favorire i corsi d’acqua in genere e magari costruire un lago. Non è obbligatorio farlo, il lago, però immaginarselo è bellissimo; no?


Spreco e consumo energetico
Uno dei più gravi problemi economici ed ecologici del Comune sono gli sprechi energetici. Si inquina e si svuotano le casse, continuandosi a dire che bisognerebbe essere più oculati. La soluzione c’è. Esistono delle società che si chiamano ESCO (Energy Service Company) che predispongono e realizzano a proprie spese progetti di ristrutturazione energetica, finalizzati a ridurre al minimo le inefficienze, gli sprechi e gli usi impropri dell’energia. Ovvero, questi arrivano in Comune, ristrutturano tutto in modo da far consumare (e quindi spendere) il meno possibile: cambiano le lampadine dei lampioni sostituendole con quelle a basso consumo, mettono i doppi vetri per risparmiare sul riscaldamento degli uffici pubblici, rifanno gli impianti, adottano l’energia solare o quella che ritengono più conveniente, insomma, nei modi che sanno loro, rimettono a nuovo la città e lo fanno completamente a proprie spese. Come si ripagano? Il Comune per un certo numero di anni continua a pagare le bollette come se la ristrutturazione non fosse ancora avvenuta e la società incamera la differenza. E poi? E poi, senza aver speso una sola lira (o un solo euro) in più di quello che già il Comune spende oggi, dopo qualche anno ci si ritrova con un’amministrazione comunale che spende dal 10 al 50% in meno di prima. E chi assicura che si risparmierà tanto? Il tipo di contratto. Siccome la società guadagna solo su quanto riesce a far risparmiare garantendo al cliente gli stessi servizi energetici di cui usufruiva in partenza, ovvero guadagna solo sulla differenza fra la bolletta precedente l’intervento e quelle successive, si può star certi che farà tutto il possibile per abbattere qualunque minimo spreco. E più loro guadagnano, più bassa sarà la bolletta per il Comune al momento della scadenza del contratto. Ma vi sembra possibile che questa società non venga chiamata domani mattina per darle l’incarico?


Pacifismo preventivo
Visto che oggigiorno le guerre si prevengono con altre guerre, noi – a cui piace la pace – vorremmo prevenire la pace con dell’altra pace. Ovvero parlare di pace non solo quando scoppia una guerra ma un poco prima, un poco sempre. Perché il pacifismo è un atteggiamento quotidiano, non solo una reazione ad un’azione bellicosa.


Biblioteche per stranieri
Biblioteche dove un tedesco, un greco o un arabo possano trovare qualcosa da leggere nella propria lingua. Nasceranno per stranieri, ma siccome punto cardine del progetto accoglienza è che noi milanesi si impari a conoscere le altre culture, presto saranno anche per noi, perché vorremo leggere il Corano, il Talmud, DeLillo e Majakovskij in lingua originale.


La cosa che manca
Ce n’è sempre una che manca, che ne fa venire in mente altre due, che poi si scoprono essere dieci. Le mettiamo qua, le cose che mancano, per non metterle in fondo all’elenco, perché non è detto siano meno importanti di quelle che ci sono.


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